mercoledì 30 gennaio 2008

Traffico sconosciuto: apertura vertenza locale

Segue testo della lettera inviata agli organi competenti per l'avvio della procedura di apertura di vertenza:

Oggetto: Richiesta incontro ai sensi L.146/90 – Apertura vertenza.

La scrivente Sezione Locale della Federazione ATM-PP, visto il mancato rispetto da parte aziendale degli accordi del 26.04.2007 e del 15.05.2007 sottoscritti tra Enav e Parti Sociali riguardo l'annosa problematica relativa alla gestione del Traffico Sconosciuto, constatato l'ormai innegabile disinteresse alla questione da parte sia di Enav che di Enac e considerata la mancata risposta alla lettera inviata alla Locale Direzione in data 23.01.2008,
dichiara
lo stato di agitazione del personale e formale apertura di vertenza, rimanendo in attesa di convocazione per espletare la prima fase della procedura prevista dalla normativa vigente.

Vertenza Organico: avvio II fase di conciliazione

Segue testo della lettera inviata agli organi competenti per l'avvio della II fase di conciliazione prevista dalla normativa vigente:

Oggetto: Milano ACC – Attivazione II^ fase procedure conciliazione L.146/90 e L.83/2000, Rif. ATMPP.MI/2008/001/rr del 16/01/2008.

La locale RSA di ATM-PP, preso atto del non sufficiente impegno da parte della Locale Direzione nell’affrontare e risolvere in maniera definitiva la carenza di organico di Milano ACC, considerato esperito il primo livello relativo alla vertenza aperta in data 16/01/2008, richiede l’attivazione della II^ fase delle procedure di preventiva conciliazione, in accordo alla vigente regolamentazione.

In attesa di riscontro, porge cordiali saluti.

sabato 26 gennaio 2008

Siamo uomini o quaquaraquà?

Abbiamo ragione di credere che all'indirizzo email aziendale di tutti i dipendenti sia giunta una email il cui autore (si firma Totò Riina...) cerca di spiegare perché secondo lui l'attuale resa oraria di 120h/30gg+PA sia dannosa per noi.
La affiggiamo in bacheca in modo che tutti possano prenderne visione e capire di cosa stiamo parlando.
Potremmo sorvolare sulla forma di questa comunicazione e concentrarci sulla sola sostanza, ma non lo faremo; noi ci siamo sempre schierati, noi abbiamo sempre preso una posizione e l'abbiamo resa pubblica attraverso i nostri comunicati; noi ad ogni sciopero abbiamo messo per iscritto la nostra posizione e le nostre ragioni; noi in vista del rinnovo del CCNL abbiamo spiegato nel dettaglio la nostra idea e abbiamo invitato i colleghi a darci suggerimenti, a darci il loro mandato.
Spammare lettere anonime indiscriminatamente è un comportamento subdolo e vigliacco, da quaquaraquà appunto.
Ma andiamo oltre.
Tutti sappiamo che sono in corso le trattative per il rinnovo del CCNL e tutti sappiamo che l'azienda vuole una cosa soltanto; c'è solo una cosa che Enav desidera come l'ossigeno e questa cosa è aumentare la resa oraria e toglierci il diritto di rinunciare alle PA; addirittura si sono spinti a ipotizzare una resa di 160h/30gg!!!
Cosa significa questo? Può forse significare che rischiamo di fare 120 ore e che dovremo mendicare le PA a ogni trimestre?
SVEGLIA!!!!!
Qui a Milano l'estate 2008 sarà anche peggiore di quella 2007, preparatevi; le linee EXE2 ed EXE1 saranno appena sufficienti a far girare turno e ferie (alla prima malattia o al primo congedo...), mentre il turno PLN resterà sottodimensionato finché non si abiliteranno i ragazzi che ancora sono a Forlì.
Ah, dimenticavamo: l'anno prossimo ci sarebbero da aprire 2, forse 3, nuovi settori...
Sconvolti? E perché mai avremmo aperto vertenza sull'organico sennò...?
Già dopo la firma dell'Accordo Quadro si mormorava: "Adesso va bene, ma quando l'organico sarà ripianato faremo tutti 120 ore e basta."
Quattro anni sono passati e l'organico è (e ancor di più sarà) ancora sottodimensionato; chi ha spinto per le 120h ha avuto ragione, ancora una volta.
Chiedere un aumento della resa oraria, costituire un "Comitato No 120", significa fare in tutti e per tutto il gioco dell'azienda; e non ci sarebbe da stupirsi se dietro allo pseudonimo Totò Riina si nascondesse un "dirigente sindacalaziendale"...
In realtà questo comunicato, perché di un comunicato si tratta, non è altro che un entrata a gamba tesa contro ATMPP, l'unica sigla che si sta battendo per salvaguardare, o quantomeno non svendere, le 120h.
Ragioniamo, per favore. Cerchiamo di fare una analisi critica della situazione.
Enav ha bisogno assoluto che i suoi CTA lavorino più di 120h/30gg; un sindacato furbo (o meglio, un sindacato che ha come scopo l'interesse degli iscritti, o meglio un sindacato) presenta le 120h come quanto di più prezioso si possiede, no?
Cosa vuoi Enav, le 120h a tutti i costi? Nooooo!!!!!! Le 120h sono troppo preziose. Guarda se vuoi aumentare le 120h devi proprio farmi un'offerta di quelle che non si possono rifiutare, perché le 120h ce le siamo conquistate col sangue.
Come la chiamate questa? Strategia sindacale? Alta diplomazia? O solo semplice buon senso?
Questo bel comunicato scrive tante cose sensate e anche condivisibili, se estraniate dal contesto reale. E quello che non scrive però a fare la differenza.
Non scrive, CUD alla mano, che l'Accordo Quadro ha oggettivamente innalzato il reddito dei CTA; le abbiamo lavorate tutte, è vero, ma ce le siamo anche fatte ben pagare però!
Non scrive ad esempio che, al momento, Enav non ha intenzione di salarizzare una resa oraria superiore pagandola a tabella.
E infatti Enav vuole salarizzare le ore; pare che solo ATMPP voglia salarizzare gli Euro!!!
Ma stiamo scherzando? Ti vengo incontro e ci devo pure rimettere?
Qui a Milano ci troveremmo dall'oggi al domani a lavorare uguale con un netto a pagare inferiore.
Non scrive ad esempio che non esiste azienda al mondo che abolisca gli straordinari; non ci può essere un orario omnicomprensivo di granito; è antieconomico per le aziende.
E risulterebbe difficile domani, con una resa minima ad esempio di 144h/30gg, dire che non si possono eccedere le 152h/30gg. Tetto massimo che all'estero se lo sognano...
Non scrive ad esempio che ci sono fior di colleghi i quali sono stati felici di godere del diritto di rinunciare alle PA e di gestirsi la propria vita con maggiore libertà; con meno euri è vero, ma nemmeno però con uno stipendio da metalmeccanico; questa libertà all'estero ce la invidiano tutti.
Detto questo, invitiamo tutti a partecipare a questa interessante discussione sulle pagine del nostro blog, alla luce del sole e senza pseudonimi fantasiosi; perché gli uomini, quelli veri, non hanno paura di difendere le proprie convinzioni.

« “Uomini?„ “Io - proseguì poi Don Mariano - ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l ‘umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l‘umanità si fermasse ai mezz’uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…„. »

(Leonardo Sciascia, “Il giorno della civetta”)

venerdì 25 gennaio 2008

Turni e mancata comunicazione Continuous Training Febbraio 2008

Lettera inviata alla Direzione di Milano ACC:

Con la presente, la scrivente Federazione intende innanzitutto stigmatizzare il comportamento aziendale che, in barba a una normativa sì scaduta, ma di cui ancora dovremmo tenere conto in attesa del futuro nuovo CCNL, ha pubblicato la turnazione del mese di febbraio addirittura a meno di dieci giorni da detto mese.
Tale atteggiamento è palesemente irrispettoso nei confronti non tanto del personale, quanto delle persone di Milano ACC; è infatti ovvio che la conoscenza dei turni sia fondamentale a tutti noi per organizzare la propria vita, soprattutto extra-lavorativa.
Detto questo, ci sconcerta il fatto che il personale non possa ancora pianificare con sicurezza il proprio mese di febbraio, in quanto le ore di Continuous Training rimangono tuttora sconosciute.
Non solo abbiamo dovuto aspettare l’ultima settimana di gennaio per avere i turni, non solo dobbiamo rincorrerci per i corridoi in cerca dell’incastro giusto per un cambio con un collega, ma addirittura rischiamo, per una infausta mancanza della locale Direzione, di vederci occupare dal Continuous Training proprio quel giorno tanto faticosamente e frettolosamente liberato.
Intendiamo inoltre portare alla conoscenza della Direzione che alcuni controllori di Milano ACC si sarebbero visti consegnare un turno operativo con un numero di ore palesemente incongruente con quelli che sono i limiti massimi stabiliti.
Auspichiamo quindi una verifica dei suddetti turni, una rapida pubblicazione delle ore di Continuous Training e l’impegno che simili “inconvenienti” non abbiano più a ripetersi in futuro.
Certi di un celere e positivo riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

mercoledì 23 gennaio 2008

Problematica traffico sconosciuto

Verbale 26.04.2007
ENAV si impegna a dare repentina informazione sui risultati del lavoro condotto dal GDL e dal conseguente confronto con ENAC sulle problematiche legate al traffico VFR nella TMA di Milano, auspicando la conclusione dei lavori entro Maggio 2007.

Verbale 15.05.2007
La Direzione comunica che la problematica VFR nella TMA di Milano verrà affrontata in tempi brevi con ENAC e che sono state effettuate due riunioni preparatorie in via Salaria allo scopo di definire le modalità di esposizione della problematica ad ENAC. Per la tempistica sull'incontro si comunica che ENAV è in attesa di una comunicazione da parte di ENAC.

La scrivente sezione locale di ATMPP, in seguito agli accordi del 26.04.2007 e del 15.05.2007, riteneva che fossero state finalmente poste le basi per concludere nel più breve tempo possibile l'annoso problema del traffico sconosciuto all'interno dell’area di servizio di Milano ACC.
A distanza di 8 mesi dal termine ultimo riportato nell'accordo del 26.04.2007, dobbiamo amaramente constatare che un preoccupante ed assordante silenzio è sceso sulla problematica di cui in oggetto.
Sottolineando, ancora una volta, quanto la non risoluzione del problema costituisca una costante spina nel fianco della sicurezza del traffico aereo, che da compito istituzionale ENAV è tenuta a garantire, e che lo stesso rappresenti un ulteriore elemento di disagio per il personale di Milano ACC, in particolare della linea arrivi, già sottoposta per le note vicende sulla carenza degli organici a turni operativi particolarmente impegnativi, la Scrivente invita la locale Direzione ad attivarsi con ogni mezzo ritenuto opportuno, affinché venga immediatamente recepita e successivamente ratificata da parte dell'ENAC una normativa che tuteli pienamente il personale operativo nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali e fornendo allo stesso personale gli strumenti più idonei per svolgere al meglio i compiti previsti.

Nel caso in cui le soluzioni finora ipotizzate fossero considerate negativamente dall’Enac, riteniamo opportuno ed urgente attivare nuovamente lo specifico GdL al fine di individuare soluzioni alternative che possano dare una rapida ed efficace risposta ad una situazione, oggettivamente, non più sostenibile; da questo punto di vista siamo pronti a fornire un contributo fattivo di proposte e idee sulle quali discutere. E’ una materia sulla nessuno può permettersi ritardi o tentennamenti e rispetto alla quale ci aspettiamo una vostra rapida e concreta iniziativa.
In attesa di un gentile e celere riscontro, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.

mercoledì 16 gennaio 2008

Risorse umane: apertura vertenza locale

Segue testo della lettera inviata agli organi competenti per l'avvio della procedura di apertura di vertenza:

La scrivente Sezione Locale della Federazione ATM-PP, considerati i numerosi impegni professionali presenti e futuri del Centro di Controllo di Milano, visto il previsto incremento di traffico, diventato ormai insostenibile per le esigue forze del Centro, vista la perdurante e cronica carenza di organico, cui veniva data garanzia di soluzione nel triennio 2008/2010 nella riunione tenutasi in data 16/10/2007, considerata la mancata pianificazione di Corsi Radar d'Area presso l'Academy di Forlì nel corso del primo semestre dell'anno 2008, ai sensi della legge 146/90 e successive modificazioni,
dichiara
lo stato di agitazione del personale e formale apertura di vertenza, rimanendo in attesa di convocazione per espletare la prima fase della procedura prevista dalla normativa vigente.

giovedì 10 gennaio 2008

Del traffico sconosciuto e delle responsabilità del controllore di volo

Ultimamente ho udito molto sul problema del traffico sconosciuto. E’ evidente a tutti coloro che operano in frequenza l‘impossibilità, in determinati momenti, di conciliare la gestione del traffico aereo sotto controllo radar con lo sconsiderato numero di “macchine volanti”, sconosciute al Controllo del Traffico Aereo, che affolla i nostri cieli.
Ho avuto perfino modo di sentire come gli inglesi abbiamo normativamente risolto tale problema stabilendo che il traffico sconosciuto venga praticamente ignorato, sempre che non si abbiano evidenze che tale traffico si sia perso, o sia in avaria radio, o che comunque non rappresenti una minaccia. Orbene mi sono preso la briga di consultare il Manuale dei servizi del traffico aereo degli inglesi ed ho estratto alcune parti (in allegato) che non sembrano affatto asserire quanto da noi udito da alcuni colleghi più “esperti”.
Indipendentemente da come gli altri paesi abbiano risolto tale seria questione intendo solo richiamare l’attenzione di tutti noi su alcuni principi di diritto che spero possano illuminarci sul perché normative “pilatesche” (per es.: “il traffico senza transponder deve essere considerato a livelli al di sotto della TMA”) non possono essere adottate.
In primis è doveroso capire la ratio della norma che obbliga il CTA ad informare un volo sotto controllo della presenza di un altro volo sconosciuto e, eventualmente, ad istruirlo ad una manovra di evitamento.
Il filmato mostratoci ultimamente sul disastro del volo Aeromexico ci dà la risposta al perché esista la normativa sulla gestione dello sconosciuto.
Fatta tale prima considerazione, è doveroso farne subito un’altra di ordine generale e che riguarda la scala dei valori costituzionali. Il bene della vita umana ha precedenza sul bene economico: questo significa che mai nessun organo, legislativo o giudicante che sia, avallerà comportamenti irrispettosi della vita umana.
Come è già stato affermato dagli Esperti legali (sicuramente più competenti del sottoscritto), in occasione anche dell’ultimo incontro ANACNA tenutosi ad Udine, la posizione che il CTA riveste durante il servizio è quella di GARANZIA. Questo significa che ciò che conta, ai fini dell’imputazione di un certo evento non impedito, non è tanto una obbligazione formale di impedire quell’evento, bensì la titolarità di una sostanziale posizione di tutela rispetto ad un dato bene-interesse.
In parole povere:”dobbiamo garantire la sicurezza dei voli e poi, ma solo dopo, mantenere un ordinato e spedito…..”.
E quindi, in caso di disastro, l’organo giudicante deve supporre come mentalmente realizzata l’azione dovuta, in realtà omessa, e rispondere al quesito se in tali condizioni l’evento lesivo sarebbe venuto meno.
Ciò sta a significare che la punizione inflitta al CTA, in occasione di un disastro, durante il quale ha omesso di fare (per es: non ha dato l’informazione di traffico e l’avoidance), non verrà inflitta per il mancato compimento di un’azione, bensì perché dalla sua omissione è derivato un evento che non avrebbe dovuto verificarsi.
Con tali reati, dunque, si viola l’obbligo giuridico di impedire il verificarsi di un evento lesivo. La disciplina generale dei reati commissivi mediante omissione è contenuta nel capoverso dell’art. 40 cod. pen., ai sensi del quale “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.
Evidenzio, attraverso la sentenza di Linate, come le inefficienze sistemiche vengono viste da chi giudica:

Il contraddittorio che ha connotato la ricerca procedimentale delle responsabilità dell’immane disastro di Linate ha evidenziato una strategia dialettico-difensiva del tutto ricorrente in tema di delitti colposi, e segnatamente in tema di processi attinenti ad infortuni sul lavoro.
Pressoché immancabilmente, la prima tesi che viene prospettata dagli imputati è quella che il lavoratore si è fatto male per una sua crassa ed imprevedibile imprudenza (evidente la finalità: la qualificazione come causa sopravvenuta eccezionale della condotta sconsiderata della vittima determinerebbe il venir meno del nesso eziologico in relazione ad eventuali condotte omissive in materia prevenzionale).
Fortuna che la dottrina e la giurisprudenza penal-lavoristica hanno escluso dignità concettuale ed utilità scriminante a proposte interpretative delle norme del diritto penale del lavoro che non tengano conto del dato, culturale, storico, sociale, etico, prima ancora che giuridico, che le norme prevenzionali hanno la funzione di tutelare la salute del prestatore anche “contro” la sua stessa imprudenza, imprudenza che rientra nella “fisiologia”, e quindi nell’assoluta prevedibilità, delle dinamiche produttive, e che è conseguenza di una serie di fattori che, sulla scia della intuizione definitoria di Carlo Smuraglia, vengono compendiati con la icastica espressione “impotenza di controllo”.
Insomma: le condotte dei soggetti posti normativamente in posizione di garanzia rispetto alla salute dei lavoratori debbono essere così puntualmente osservanti delle regole prevenzionali (anche non codificate in espliciti precetti tecnici, si pensi alla superlativa disposizione dell’articolo 2087 del codice civile, ed al più recente articolo 4, comma 5, lettera b) del D. Lgs. 626/94) da impedire che vengano colpiti da infortunio anche i prestatori “normalmente” e comunque “non eccezionalmente” negligenti, imprudenti, imperiti, indisciplinati.
Come non trovare un’analogia con le enunciazioni che, in tema di sicurezza aeronautica, hanno svolto i più qualificati testi e consulenti, i quali hanno finito per concordare che il quadro degli accorgimenti precauzionali deve garantire un sistema “a prova di stupido”?

Cari colleghi, sebbene siamo tutti consci che la sentenza di Linate sia frutto di pressioni mediatiche, almeno per quanto riguarda il nostro collega, il ragionamento esposto nel riquadro è quello che viene normalmente sancito e ribadito in tutti i testi di diritto penale del lavoro.
Il problema del traffico sconosciuto verrà risolto solo se ENAV, ENAC e Governo obbligheranno tutti a farsi riconoscere o quanto meno ad essere conoscibili.
Gli ultra-light potrebbero essere obbligati a montare il transponder A/C, eventualmente i CTR potrebbero essere ridisegnati per la loro funzione:proteggere le partenze e gli arrivi.
Diffidiamo di chi ci propina soluzioni impossibili.
Come sindacato dobbiamo batterci per obbligare chi ha il compito di decidere a fare tutto quello che “lo stato della tecnica mette a disposizione per garantire la sicurezza” (espressione mutuata dal diritto penale del lavoro quanto alla previdenza degli incidenti).

Stefano GARFAGNINI

martedì 8 gennaio 2008

Nasce un novo servizio per gli iscritti di Milano!

La Sezione Locale ATM-PP è orgogliosa di presentare ai propri iscritti un nuovo progetto che, speriamo, possa rendere un servizio apprezzato ed immediatamente tangibile.
Nel corso dei primi sei mesi di attività del nuovo Consiglio Locale, abbiamo notato che la stragrande maggioranza dei quesiti che ci venivano posti poteva essere fatta confluire all'interno di tre grandi macro-argomenti:
  • Stipendio (PA, buste paga, ecc.);
  • Assicurazione Sanitaria;
  • Fondo Complementare Prevaer;
Essere sempre chiari ed esaustivi è divenuto via via sempre più oneroso e, pur disponendo di tutta la buona volontà, alla lunga insostenibile.
Purtroppo, i numerosi impegni che hanno caratterizzato questo nostro primo periodo e che non sembrano mollare la presa, ci impediscono di contattarvi singolarmente e ci costringono ad utilizzare ancora una volta lo strumento del blog per rendere le informazioni disponibili, più dirette e di immediato reperimento.
La nostra idea è quindi di mettere a vostra disposizione le conoscenze e la competenza che alcuni nostri iscritti (Sandro Viola, Fabio Zito ed Ermes Scarpellini) hanno ampiamente dimostrato di possedere riguardo i sopra citati argomenti.
Per usufruirne, e quindi avere informazioni più dettagliate, basterà porre una domanda nella sezione apposita che verrà creata nel blog e i colleghi vi risponderanno al più presto.
Stiamo inoltre pianificando un ciclo di conferenze, le cui date vi saranno pubblicate al più presto.
Porgiamo i nostri migliori saluti e cogliamo l'occasione per augurarvi un felice 2008.