martedì 19 giugno 2007

Milano ACC / Linate TWR - Apertura Vertenza

Segue il testo della missiva inviata al Ministro dei Trasporti, al Presidente della Regione Lombardia, al Presidente della Provincia di Milano e alle massime cariche istituzionali, aziendali e di settore, in merito alla situazione di emergenza tecnica e organica in cui versa l'assistenza al volo lombarda e, in particolare, milanese .
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Oggetto: Emergenze logistico-strutturali e di organici dell’assistenza al volo lombarda e milanese - Apertura di vertenza.

Due tra i principali centri di assistenza al volo e di controllo del traffico aereo del Nord Italia ed in modo particolare dell’area lombarda sono la Torre di Controllo dell’aeroporto di Linate ed il Centro Radar Regione che sovrintende al controllo del traffico aereo in tutto il nord-ovest d’Italia con una giurisdizione che spazia dal sistema aeroportuale lombardo (Malpensa, Linate e Bergamo), fino agli aeroporti di Torino e Genova, passando per quelli di Parma, Albenga e Cuneo; questo centro è conosciuto con il nome di ACC Milano (Area Control Centre) ed è situato anch’esso presso l’aeroporto di Linate.

Sia la Torre di Controllo di Linate che il Centro Regionale di Milano soffrono da decenni di pesantissime carenze strutturali che rendono gli impianti operativi fatiscenti oppure al limite delle capacità operative nello svolgimento di compiti tanto delicati come quelli di assistenza al volo e controllo del traffico aereo; questa situazione, facilmente verificabile con un semplice sopralluogo, è in stridente contrasto con la realtà di due impianti che sono chiamati ad affrontare quotidianamente la maggiore domanda di traffico aereo commerciale/passeggeri di tutto il paese (il sistema aeroportuale lombardo è nel suo complesso il maggior “generatore” di traffico aereo commerciale e passeggeri di tutta la nazione) dovendo garantire in ogni momento la massima sicurezza ed efficienza delle operazioni di volo.

La Torre di Controllo di Linate è un manufatto in condizioni strutturali disastrose che risale a più di 50 anni fa e che non trova uguali in nessun altro aeroporto civile italiano; la pratica impossibilità di effettuare anche la sola ordinaria manutenzione ha richiamato più volte gli interventi delle aziende sanitarie locali e dei vigili del fuoco al fine di sollecitare interventi tampone che rendessero meno drammatica la situazione; gli spazi fisici sono largamente insufficienti e cronicamente inadeguati in relazione all’importanza del terzo aeroporto civile italiano e l’attività operativa viene condotta con crescente difficoltà.

Il Centro Radar Regione di Milano ha visto quattro anni fa la costruzione, con procedure straordinarie, di una nuova sala operativa temporanea che avrebbe dovuto garantire l’operatività per il tempo strettamente necessario alla costruzione ed attivazione di un centro di controllo completamente nuovo e tale da rispondere ad esigenze di fornitura di servizi così pressanti come quelle già ricordate; nel frattempo ciò che era provvisorio è diventato definitivo e del nuovo centro si sono completamente perse le tracce. L’attuale struttura, penalizzata da ricorrenti problemi strutturali (es. gravi infiltrazioni d’acqua dai tetti con conseguenti avarie degli apparati, guasti ripetuti a locali igienici ampiamente sottodimensionati, ecc. ecc.), è afflitta da una cronica mancanza di spazi tanto per le esigenze dei dipendenti, quanto per l’implementazione delle sempre più sofisticate apparecchiature che sono necessarie alle funzioni di controllo del traffico aereo.

In questo scenario si inserisce l’inspiegabile immobilismo dell’Enav sia in termini di progettualità degli interventi, sia in termini di garanzia dei necessari investimenti utili a superare una situazione critica come quella appena descritta. Tale immobilismo diviene ancora più ingiustificato se si pensa che l’area lombarda - più in particolare quella del Nord Ovest italiano - costituisce una delle maggiori fonti di reddito per il bilancio della stessa Enav, la quale con un contrasto davvero luciferino, sembra abbia recentemente destinato ben 10 MLN di € alla costruzione di non meglio precisate strutture presso un aeroporto minore con tutti i dubbi che un confronto tra le diverse realtà dovrebbe lecitamente ingenerare; viceversa gli investimenti per la costruzione della nuova Torre di Controllo di Linate – le risorse per il Centro Radar di Regione, ahinoi, non sono neanche state poste in preventivo – risulta siano state ulteriormente rinviate al 2009.

Ciò che ci preme non è comunque discutere su investimenti economici e tecnologici presso altre zone del paese – per quanto riteniamo che gli investimenti debbano essere sempre misurati sulle reali esigenze delle aree destinatarie – piuttosto mettere in evidenza come le zone più produttive d’Italia soffrano un pesante problema di indifferenza da parte di chi dovrebbe garantire le iniziative e gli investimenti necessari a sostenerne l’economia, l’attività produttiva ed il tessuto sociale.

Un altro problema che penalizza storicamente le sedi lombarde dell’assistenza al volo è collegato con una dissennata politica delle risorse umane che vede le assegnazioni di nuovo personale spesso costituite per la maggior parte da controllori provenienti dalle aree geografiche del centro e del sud; sistema tramite il quale viene alimentata una domanda perenne di mobilità geografica la quale causa un continuo “turn over” del personale ben oltre ogni limite fisiologico e che, in un settore cruciale per la sicurezza del volo come quello chiamato in causa, impedendo il sedimentarsi del necessario livello di esperienza nel personale operativo rappresenta un vero e proprio fattore di rischio rispetto al quale dovrebbero essere attivate ben altre misure preventive. Recentemente si è fortunatamente assistito ad una diversificazione delle aree geografiche di reclutamento del personale ma sembra preannunciarsi il ritorno a logiche di assegnazione del tutto scollegate dalla realtà che abbiamo appena descritto; in altre parole, pur con la disponibilità di controllori provenienti dalle zone del nord-ovest, verrebbe assegnato ai due centri personale neo-assunto proveniente da altre aree geografiche.

Per questi motivi la rappresentanza regionale Nord Ovest della Federazione ATM-PP (che raggruppa e coordina le quattro maggiori sigle professionali e sindacali autonome dell’assistenza al volo italiana) ha ritenuto non più rinviabile una iniziativa che richiamasse l’attenzione delle autorità nazionali e locali su un complesso di problemi rispetto ai quali devono essere attivate, con estrema urgenza, tutte le iniziative indispensabili ad affrontare e superare l’attuale momento di grave crisi. Lo chiedono, indirettamente, i lavoratori, i cittadini e le aziende che giornalmente utilizzano il mezzo aereo alimentando un traffico in costante crescita e che le “squinternate/provvisorie” strutture utilizzate dall’Enav faticano a soddisfare; lo chiedono anche gli stessi controllori del traffico aereo che lavorano presso i due centri di controllo, ben consapevoli della lontananza dagli standard logistici che caratterizzano altri centri di controllo sia a livello nazionale, sia a livello europeo. In un continente nel quale si parla ormai sempre più di “Single European Sky” appare davvero mortificante dover denunciare alla politica nazionale realtà come quelle appena descritte.

La vertenza nazionale è quindi un atto dovuto rispetto al quale il Coordinamento regionale Nord Ovest di ATM-PP richiede l’attivazione delle procedure previste dalla Regolamentazione Provvisoria sul diritto di sciopero ex Legge 146/90; restiamo quindi in attesa di una convocazione che, al di là delle procedure previste dalla legge, rappresenti la reale volontà di cambiare atteggiamento rispetto ad una area d’Italia che rifiuta di riconoscersi nelle logiche gestionali che abbiamo appena descritto.

Milano, 19 giugno 2007

Federazione ATM-PP - Coordinamento Regionale Nord Ovest

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Era ora, Grazie!

Anonimo ha detto...

Finalmente una iniziativa sacrosanta... dategli pubblicità in sala e mettetela meglio in evidenza nella bacheca altrimenti si rischia che la gente non gli dia tutta l'importanza e l'attenzione che merita. Comunque bravi.